FORZE TERRORISTICHE MONDO

my holy JHWH ] tu lo sai, gli ebrei non sono i cristiani, che, loro devono sempre vivere per fede! gli ebrei hanno diritto di vedere la tua potente azione politica nella Storia, almeno, ogni 400 anni! E NON è CHE, IO TI devo DIRE a te CERTE COSE..  però per esempio: noi vogliamo vedere, a quanti morti e stramorti tutti all'inferno, di questi funerali usurai, maniaci religiosi, pedofili poligami, di tutti questi islamici satanisti massoni, loro riescono a partecipare felici in un mese?
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Benjamin Netanyahu] funny [ quando morirà quella bestia di demonio massone di Bush 322 senjor: il prete si sbaglierà sull'altare di satana al suo funerale, ed invece di dire: "gli Angeli Santi ti portino in cielo" lui dirà: "gli alieni ti portino all'inferno nei loro dischi volanti!"
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i am jewish messiah for this [ We believe that the Jewish people have a right to live in their ancient land of Israel, and that the modern State of Israel is the fulfillment of this historic right.
We maintain that there is no excuse for acts of terrorism against Israel and that Israel has the same right as every other nation to defend her citizens from such violent attacks.
We pledge to stand with our brothers and sisters in Israel and to speak out on their behalf whenever and wherever necessary until the attacks stop and they are finally living in peace and security with their neighbors.
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Regno Israele
marco saba ] [ Note per uno studio di settore sull'attività bancaria ] di Marco Saba*
(documento per l'Ordine dei Commercialisti) 16 maggio 2014
http://centralerischibanche.blogspot.it/2014/05/note-per-uno-studio-di-settore.html
my JHWH ] islamici e farisei massoni, mi hanno detto: "noi non ci siamo ancora dissetati con il sangue umano!"
io sono il MESSIA Ebraico, proprio QUELLO che Gesù, HA anche PROMESSO nel Giorno della sua Ascensione al cielo alla Destra del Padre Suo, questo lui ha promesso, predicato ed annunciato: nei tre anni del suo ministero terreno, lo ha anche promesso ai suoi discepoli al momento della Ascensione, perché gli Apostoli erano dei politici che non sapevano di dover diventare Vescovi, tutto affinché, sia ricostituito il Regno delle 12 TRIBù di Israele.. MA VOI POTETE NON CREDERLO E DECIDERE DI MORIRE! Perché sono io? perché, se tu ti guardi intorno, tu vedrai che non c'è nessuno al di fuori di me!
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e se io ho deciso di andare con il mio fratello Rothschild nel deserto della MADIANA a mangiare manna al mattino e quaglie arrostite la sera.. a me chi me lo può impedire?
Dominus Unius Rei
al mio SOMMO SACERDOTE EBREO, NEL MIO TERZO TEMPIO EBRAICO ] questo è noto a tutti [ tutti coloro che cercano dei cavilli contro di me, è perché, loro sono sommamente criminali predestinati all'inferno! tutta la FECCIA DEL loro DEMONIO, dove il loro verme non muore, e dove il loro fuoco non si consuma! LORO POSSONO SOLTANTO ESSERE BRUCIATI: "BURN SATAN IN JESUS'S NAME".. e per questo, loro sono venuti al mondo, per diventare un pubblico spettacolo di infamia!
humanumgenus
questa è una storia vecchia ] TUTTO QUELLO CHE GLI USA STANNO FACENDO, ad ogni costo, è PER OTTENERE AD OGNI COSTO, LA LORO GUERRA MONDIALE! Ecco perché tutto nel mondo scorre sempre verso il peggio!
LorenzoJHWH UniusREI
 perché anche buddisti uccidere i cristiani? ] because Buddhists also kill Christians? ]
all religions and all ideologies I must say that type of Nazi murderer are all to doing, against the innocent martyrs christian, on all the way the world! and they Spa IMF FED SpA NWO satana JaBullOn Bildenberg Bush and Kerry 322, halloween, god owl baal, UN, they are all the priests of Satan in hole Gender's Obama the Caliph sharia? of all this evil? Christians, they are innocent of all this bad!
tutte le religioni e tutte le ideologie mi devono dire che tipo di nazismo assassino stanno tutti facendo, contro gli innocenti martiri cristiani, in tutto il modo! e che Bildenberg Spa Fmi, Bush 322 e Kerry, ONU, loro sono i sacerdoti di satana Gender Obama il califfo sharia? loro tutti i cristiani, loro sono innocenti di tutto questo male!
humanumgenus
interessante ] [ KABUL, 30 GIUgno. - Il presidente afghano Hamid Karzai: ha denunciato: l'esistenza di un piano, ''sostenuto da alcuni Paesi'' (ha anche paura: a nominare i demoni: LEGA ARABA: Arabia Saudita: i maniaci religiosi, che, stanno spingendo nel baratro, il genere umano: per fare,  il genocidio previsto dal califfato mondiale:), per: costituire in Afghanistan ''una realtà federale: e feudale'', consegnandone: una parte ai talebani. In una conferenza stampa: con il premier britannico: David Cameron, Karzai: ha ribadito: che: negli ultimi sei mesi: alcune Nazioni, non occidentali, stanno cercando: di imporci un ''progetto federale: e feudale in cui: alcune zone dell'Afghanistan: passerebbero: sotto il controllo dei talebani''. --- ANSWER -- sono stati: i farisei Illuminati, del FMI, che, hanno sollevato l'imperialismo islamico, per fare la predazione definitiva: di tutto il genere umano
i10Comandamenti
cosa aspettano questi Greci, e tutti i Paesi indebitati dalla truffa monetaria SpA, ad iniziare a stampare una moneta nazionale interna, in regime di sovranità monetaria? ] ATENE, 15 LUG - Il vice ministro greco delle Finanze Nantia Valavani ha annunciato oggi le sue dimissioni con una lettera al primo ministro Alexis Tsipras nella quale esprime dubbi sul nuovo accordo raggiunto tra Atene e i creditori internazionali della Grecia sostenendo che con esso la Germania intende "umiliare completamente il governo e il Paese".
CIA KIEV NATO, hanno fatto il Golpe Costituzionale, così anche io ho fatto il Donbass Costituzionale autonomo: adesso dovete andarvene! ] [ KIEV, 15 LUG - E' di otto soldati morti e 16 feriti il bilancio delle vittime del conflitto nel Donbass nelle ultime 24 ore, nonostante la tregua degli accordi di Minsk: lo riferisce l'ufficio stampa del consiglio per la difesa e la sicurezza nazionali.
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Kim Jong-un ] dimostrare che tu sei un coglione in meno di mezzo rigo, 4 parole? [ tu hai un motivo razionale per perseguitare i cristiani
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troie 322 USA 666 SPA ] quando, VOI vedrete l'asteroide nei vostri telescopi? è inutile che, voi mi verrete a succhiare il cazzo! TROPPO TARDI! [ POI, VEDREMO QUELLO CHE SANNO FARE I SACERDOTI DI SATANA EUROPEI AL POSTO VOSTRO!
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BUSH 666 ROTHSCHILD ] VOI siete ipocriti come tutte le altre religioni! [ io chiesi, anni fa, di sacrificare tutti i vostri Sacerdoti di Satana, sul suo altare, e voi non avete avuto il coraggio di farlo! ] ADESSO, IL VOSTRO NWO è PERDUTO, perché se LUCIFERO, lui non era un fallito? lui non si sarebbe mai ridotto a fare la capra di satana!
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 il SUD in ginocchio davanti al NORD  [ Atene in ginocchio di fronte ai diktat della Merkel. Sventata la Grexit, raggiunto l’accordo in extremis. Vittoria di Berlino anche sull’energia. Gazprom mette l’Italia fuori dal Turkish Stream e raddoppia il Nord Stream. Il gas (russo) ce lo darà la Germania. (7267) http://www.pandoratv.it/?p=3647
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occult power, esoteric agenda, masonic system, Spa, Gmos, jihadists, dalit, Datagate, FED, jihad, IMF, NWO, satan, sharia, dhimmi, goyim, troika,
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stop NAZISM SHARIA NUCLEAR, for dhimmi slaves ] allah akbar morte agli infedeli ha gridato: Obama GENDER Califfo ONU Sharia [ BREAKING – Iran Deal News: Chuck Schumer To Oppose Controversial Nuclear Negotiation With Tehran. Sen. Chuck Schumer, D-N.Y., is expected to break with his party and oppose the controversial Iran nuclear deal, the Huffington Post reported exclusively Thursday night. The Post wrote that the news, which broke right before the first GOP primary debate, was “bold, but not surprising.”
Schumer, who is poised to take over as Senate minority leader when Harry Reid retires next year, has well-known ties to the American Israel Public Affairs Committee — a lobbying group that’s worked actively to oppose the negotiation. Several high-profile Democrats, including Florida Sen. Bill Nelson and Schumer’s fellow New York senator Kirsten Gillibrand, have announced they support the agreement, which would lift sanctions on Iran if it limits nuclear development. Schumer himself told Politico recently he was still trying to decide which way to vote in September.
“There are expectations all over the lot,” he said. “I’m doing what I’m always doing when I have a very difficult decision: Learning it carefully and giving it my best shot, doing what I think is right. I’m not going to let pressure or politics or party get in the way of that.” See the story at the International Business Times.
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Nuclear Iran, con missili intercontinentali, Publishes Book on How to Outwit US and Destroy Israel. While Secretary of State John Kerry and President Obama do their best to paper over the brutality of the Iranian regime and force through a nuclear agreement, Iran’s religious leader has another issue on his mind: The destruction of Israel. Ayatollah Ali Khamenei has published a new book called “Palestine,” a 416-page screed against the Jewish state. A blurb on the back cover credits Khamenei as “The flagbearer of Jihad to liberate Jerusalem.”
A friend sent me a copy from Iran, the only place the book is currently available, though an Arabic translation is promised soon. Obama administration officials likely hope that no American even hears about it. Read more about the Ayatollah’s new book at the New York Post. http://makeadifference.cufi.org/?p=5082
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tutti i diritti nazisti dell'anticristo sharia ONU Amnesty del Califfo Obama GENDER: pena di morte per apostasia ] la nuova civiltà civilizzazione Ummah diffonde il suo amore, perché Islam è religione di pace: in tutto il mondo! ma, islamici non risparmiano i cimiteri dei dhimmi, come hanno fatto in Kosovo, dopo avere fatto il genocidio di tutti i serbi! [ Washington Battle Rages over Iran Nuclear Deal’s Fate. EXCERPTS: One pro-Israel lobbyist called convincing Schumer the “lynchpin” of lobbying efforts. AIPAC and other lobbying groups, including Christians United for Israel, or CUFI, are flooding the offices of Schumer and other New York Democrats with emails and calls, reminding them about the dangers of the deal…. J Street is just one tool in the Obama administration’s arsenal to win support for the deal. Additional advocacy groups, foreign policy experts, former U.S. officials and European diplomats have also been enlisted to counter what one senior administration official called, “the massive efforts by AIPAC, CUFI and other pro-Israel groups”….
A senior administration official said Friday that the White House is “not flying by the seat of its pants” on its efforts to sell the deal. For months, long before the deal was even announced, an interagency team would huddle for several days a week to develop a playbook, dozens of pages long, on how to roll out the plan and tasking various administration officials on outreach…. When a final deal between Iran and world powers was announced in mid-July, thousands of CUFI members were deployed to lobby members of Congress. Bauer said an email action alert sent last week to its members resulted in upward of 100,000 emails to Congress to reject the deal. “We are unique in that we have a large presence in every congressional district, in every county in America,” Bauer said, stressing that CUFI wants to disabuse lawmakers of the misperception that a vote to support the deal will be soon forgotten. “The temptation by politicians is to try and finesse these issues and move on, but no member will be able to claim ignorance,” Bauer said. “CUFI will be there to remind them.” Read more at CNN.com.
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[ questa è la agenda SpA, truffa signoraggio bancario Banche Centrali, sistema massonico, Talmud Corano agenda Califfato, Nuovo Ordine Mondiale: per distruggere: Europa Russia CINA e Israele ] Iran Already Sanitizing Nuclear Site, Intel Warns. By Josh Rogin & Eli Lake. The U.S. intelligence community has informed Congress of evidence that Iran was sanitizing its suspected nuclear military site at Parchin, in broad daylight, days after agreeing to a nuclear deal with world powers. For senior lawmakers in both parties, the evidence calls into question Iran’s intention to fully account for the possible military dimensions of its current and past nuclear development. The International Atomic Energy Agency and Iran have a side agreement meant to resolve past suspicions about the Parchin site, and lawmakers’ concerns about it has already become a flashpoint because they do not have access to its text. Intelligence officials and lawmakers who have seen the new evidence, which is still classified, told us that satellite imagery picked up by U.S. government assets in mid- and late July showed that Iran had moved bulldozers and other heavy machinery to the Parchin site and that the U.S. intelligence community concluded with high confidence that the Iranian government was working to clean up the site ahead of planned inspections by the IAEA. The intelligence community shared its findings with lawmakers and some Congressional staff late last week, four people who have seen the evidence told us. The Office of the Director of National Intelligence briefed lawmakers about the evidence Monday, three U.S. senators said. Read more at Bloomberg View.
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new antisemitism Bildenberg agenda Rothschild SpA NWO  ] [ Video Footage Captures Attack on Florida Synagogue
Temple Beth Torah in Wellington, Florida was vandalized last week, shocking and outraging members of the town's Jewish community. Surveillance footage of the attack shows an unknown shirtless assailant striking the synagogue's doors with a baseball bat, shattering glass all over its entrance. Police from the Palm Beach County Sheriff's Office rushed to the scene and opened an investigation into the case. It was later revealed that the vandal had not only targeted Temple Beth Torah. According to police, he also smashed the door of a local church and damaged a row of 17 cars parked nearby.
Watch Here
The synagogue's rabbi, Rabbi Andrew Rosenkranz, told local news group WPBF 25 that investigators called the attack a random act, essentially dissociating it from an anti-Semitic hate crime. "That's always a concern in the Jewish community when something like this happens is are you being targeted because of you being Jewish? I don't know if that's the case in this situation. I think that that's best left to law enforcement and PBSO," Rosenkranz said. Anti-Semitism has, however, reared its ugly head in Florida before. A year and a half ago, a wave of arson attacks in Hollywood, FL targeted a number of kosher restaurants owned by Jews. The World Zionist Organization's Department for Countering Anti-Semitism chief Yaakov Hagoel said at the time that he was not surprised by the fires. Noting the escalation of anti-Semitism around the world, Hagoel stressed that "anti-Semitism in the United States is alive and kicking."
Source: Arutz Sheva
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la sicurezza che gli USA hanno garantito al mondo: ha riempito soltanto i cimiteri! ] COME LORO POSSONO ESSERE CREDIBILI CON IL NUCLEARE IRANIANO? IRAN NON HA RINUNCIATO NEANCHE AI SUOI MISSILI A LUNGA GITTATA, CHE SONO TUTTI MISSILI OFFENSIVI! PER ESSERE UN ALTRO ONU IRAN di: UN NAZISTA SHARIA CREDIBILE  [ https://www.youtube.com/watch?v=zyD-3vkrRaA   See with your own eyes how Obama has set the world on fire [ World on Fire - The Obama National Security Legacy ] Pubblicato il 07 ago 2015
If your legacy is a World on Fire, you have failed.
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quando musulmani in Europa diventeranno una maggioranza che pretende la sharia legge, SECONDO LE LEGGI DEL MAGGIORITARIO IN DEMOCRAZIA? poi, TU INCOMINCERAI A MORIRE! [ https://www.youtube.com/watch?v=LomUjS2zW4s ] [ Islamic Terrorist sets Little girl on fire Cause she wore Lipstick ] Muslim Burns 11 Year Old Girl Alive, For Wearing Lipstick ] Pubblicato il 05 apr 2013
Muslim Uncle, Burn 11 year old Niece for wearing Lipstick ] dara 1 settimana fa
islam Is Crime Against Humanity & muslims are the First Victims of this Barbaric/Savage Ideology which called islam....
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Before Firing Mortars at Innocent Civilians, You May Want to Check if a Drone is Watching First ] Terrorist Blows Himself up with Mortar [ https://www.youtube.com/watch?v=dstGdAHGL30 ] ONU Obama, GENDER, USA Amnesty OCI hanno detto a sharia HAMAS : "non c'è problema, tu puoi uccidere gli israeliani!"
oggettivamente mi sembra giusto che Israele non debba protestare di sentisi ucciso: infatti, i martiri veri non muoiono in silenzio? ] [ GENDER Sodoma holy Obama Califfo sharia nazism ONU OCI, Accuses Netanyahu of Interfering in US Politics; Jews democracy Blamed for 'Desecrating' Temple Mount of nazism terrorism sharia. ] this is very funny! [  Obama accusa Netanyahu di interferire in noi politica; Ebrei accusati di profanare il Tempio Mount. ] Obama pushed the battle on the Iran nuclear deal up a notch by resorting to personal attacks, comparing opponents of the accord to radical Islamists.
PM Netanyahu and President Barack Obama. (AP/Pablo Martinez Monsivais)
US President Barack Obama accused Prime Minister Benjamin Netanyahu of meddling in American politics, saying he could not remember a time in which a foreign leader had interfered as much in American affairs.
In an interview that will air in full on Sunday, CNN‘s Fareed Zakaria asked Obama if it was “appropriate of a foreign head of government to inject himself into an American affairs,” to which the president responded that he “does not recall such an example.” The Israeli and American leaders are locked in a public opinion battle regarding the nuclear accord signed with Iran. Netanyahu and his team are said to be vigorously lobbying lawmakers in an attempt to persuade them to vote against the deal next month. Obama has promised a swift veto if Congress rejects the deal. Lawmakers would then have to collect two thirds of the votes to override the president. Chuck Schumer, the Senate’s leading Jewish Democrat, announced Friday that he will oppose the agreement. This is considered to be a blow to Obama’s camp.
Obama charged that “on the substance” Netanyahu is wrong and that “the basic assumptions that he’s made are incorrect.”
“If, in fact, my argument is right that this is the best way for Iran not to get a nuclear weapon, then that’s not just good for the United States, that is very good for Israel,” he asserted.
Obama Compares Deal’s Opponents to Islamists. Obama also stood by his comparison, during a speech last Wednesday at the American University, between Iran’s Revolutionary Guards, who are responsible for the Islamic Republic’s global terror network, and Republicans, who the president says are dead set on derailing any nuclear deal. “What I said is absolutely true, factually,” Obama stated. Senate Majority Leader Mitch McConnell. (AP/Jacquelyn Martin)
“The truth of the matter is, inside of Iran, the people most opposed to the deal are the Revolutionary Guards, the Quds Force, hardliners who are implacably opposed to any cooperation with the international community,” Obama told the CNN interviewer. “Hardliners are opposed to any cooperation with the international community. The reason that Mitch McConnell and the rest of the folks in his caucus who opposed this, jumped out and opposed this before they even read it, before it was even posted, is reflective of a ideological commitment not to get a deal done,” Obama asserted. “In that sense they do have much more in common with the [Iranian Revolutionary Guards] hardliners who are much more satisfied with the status quo.” Senate Majority Leader Mitch McConnell on Thursday rejected Obama’s claim that the only way to avoid war with Iran is through a deal. “That’s an absurd argument, and it’s the one they’ve made from the very beginning, that it’s either what the president negotiates with the Iranians or it’s war,” McConnell said. “That’s never been the alternative.” Israel, too, has rejected that argument, insisting that the current deal would cause war, not prevent it, and that a better deal would block Iran from acquiring nuclear weapons and bring regional stability.
By: United with Israel staff
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Why is Iran so happy about the nuclear deal? This video explains why the leadership of Iran is so excited about the nuclear deal, and lists just a few of the troubling issues present in this disastrous deal. https://www.youtube.com/watch?v=o7wyIf7z9e0   The fact that Iran is so happy should already be a cause of deep concern for people who are considering the worthiness of the nuclear deal. Though President Obama is pushing the deal heavily, Iran is showing that this deal is a huge victory for them. This video explains why.
This deal actually paves the path for Iran to produce as many nuclear bombs as want, while awarding them with a significant fortune of money that will certainly be used to fund terror in the Middle East. We MUST stop this terrible deal.
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Blog Spot Creating Conscious Community in a Culture of Hate http://unitedwithisrael.org/creating-conscious-community-in-a-culture-of-hate/ The response I got from Facebook hit me like a punch in the stomach. I had joined about 26,000 other people in asking Facebook to take down the “I Hate Israel” page, as Facebook has a so-called “policy” that supposedly doesn’t permit hate speech, or attacks on individuals or groups based on ethnicity, national origin, religion, etc.
I thought the “I Hate Israel” page easily fell squarely within those parameters. If Facebook took its policies seriously, isn’t this a no-brainer? Isn’t an “I Hate…” page inherently hateful? When I got the e-mail reply from Facebook that my request was reviewed and it was determined that the page “didn’t violate it’s community’s standards”, I had to re-think the whole thing. So who is Facebook? Is it like the Wizard of Oz – “The great and all powerful Facebook shall now answer your question.” Seriously – who made that judgment call and generated that reply? And just whose community are we talking about? Because any community whose sensibilities are not violated by an “I Hate Israel” page is not a community of mine.
The Need to Belong ... Why do we, or why do we want to belong to community anyway? It’s a basic, innate and hard-wired need that we have, this need to belong, and to belong to something bigger than ourselves. According to psychologist Abraham Maslow, all humans have 5 needs but they are hierarchical. After the basic bottom needs of physiological survival and safety are met, the next human need is “love and belonging”.
Belonging feels safe and good emotionally. Practically, we couldn’t survive without sharing the resources, strengths and skills and others. And psychologically, belonging to a community can give us a sense of identity, direction, perspective and moral strength. So there’s nothing wrong with the need; rather, it’s how we go about satisfying it that matters. We have to be careful and conscious about what and to whom we attach ourselves. La risposta che ho ricevuto da Facebook mi ha colpito come un pugno nello stomaco. Avevo aderito circa 26.000 altre persone nel chiedere a Facebook per prendere giù la pagina "Io odio Israele", come Facebook ha una cosiddetta "politica" che presumibilmente non permette all'odio, o attacchi a individui o gruppi in base a etnia, origine nazionale, religione, ecc.
Pensavo che la pagina "Io odio Israele" è caduto facilmente ad angolo retto all'interno di tali parametri. Se Facebook ha preso sul serio le sue politiche, questo non è un no-brainer? Una pagina "Io odio..." non è intrinsecamente odioso? Quando ho ricevuto la risposta di e-mail da Facebook che la mia richiesta è stata esaminata ed è stato determinato che la pagina "non viola gli standard della comunità di esso", ho dovuto ripensare il tutto.
Così chi è Facebook? È come il mago di Oz – "Il grande e potente Facebook deve ora rispondere alla tua domanda". Sul serio – che ha fatto tale sentenza chiamare e generato tale risposta? E appena la cui comunità stiamo parlando? Perché ogni comunità cui sensibilità non vengono violati da una pagina "Io odio Israele" non è una comunità di miniera.
Il bisogno di appartenenza
Perché non abbiamo, o perché vogliamo appartenere alla comunità comunque? È un basic, innata e hard-wired bisogno che abbiamo, questo bisogno di appartenere e di appartenere a qualcosa più grande di noi stessi. Secondo lo psicologo Abraham Maslow, tutti gli esseri umani hanno 5 esigenze ma che sono gerarchici. Dopo aver soddisferanno i bisogni di base inferiore di sopravvivenza fisiologica e sicurezza, il bisogno umano successivo è "amore e appartenenza".
Appartenenza si sente sicuro e bene emotivamente. Praticamente, noi non potremmo sopravvivere senza condividere le risorse, i punti di forza e abilità e altri. E psicologicamente, appartenenza a una comunità ci può dare un senso di identità, di direzione, di prospettiva e di forza morale. Così non c'è niente di sbagliato con la necessità; piuttosto, è come fare per soddisfare che conta. Dobbiamo essere attenta e consapevole a cosa e a cui noi attribuiamo a noi stessi.
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hei Kerry 322 Obama, Rothschild NWO SpA FMI, noi non dovremmo piangere gli ebrei che Hitler ha ucciso, quando sei proprio tu che, tu crei i nazisti country sharia islamic terrorism senza reciprocità e senza diritti umani di: ONU la tua troia GENDER di satana ] ecco perché io non posso piangere gli israeliani che, tu hai fatto uccidere! infatti, Sei tu tutto il nazismo che c'è nella LEGA ARABA! [ Opinion: Nuclearizing Iran, Sabotaging Arabs ] We have allowed ourselves to be destroyed from within. Instead of keeping our eyes on the real threat, we exhausted ourselves in wasteful, unending battles against the Jews. By: Bassam Tawil, www.gatestoneinstitute.org  “Nation building” seems to have fallen into disrepute in the West, but it should not. It is vitally important — as the successes of Germany, Japan and South Korea attest.
Over the past few years, in our foolishness, we in the Middle East swallowed the deceptive bait of “democracy” dangled before us, even though we knew that it could not, in the misguided way it was presented, be implemented in the Middle East. The idea was superb, but here in the Middle East, possibly in being impatient to “get credit” before the diplomats’ term of office were over, no one ever took the time to establish the institutions of democracy — equal justice under law, freedom of speech, property rights, the primacy of the individual rather than the collective, separation of religion and state — to show us in the Middle East how democracy actually operates, and to allow those institutions to take rootbefore ever holding an election. So eager were Western leaders to take credit right away that they refused “let the rice bake.” Had the West introduced democratic elections to Japan and South Korea (where they eventually worked brilliantly) in the same way it muscled democracy into Iraq, it would never have taken root in those countries either. Had the Germans had been asked to vote right after World War II, they would most likely have reelected the Nazis — that was what they knew. It took seven years to re-educate the public to understand and accept a Konrad Adenauer. What seems clear is that we have sacrificed Sunni stability for empty slogans — and for clueless, if well-meaning, American officials. As we watched one stable Arab regime fall after another, we allowed American ideology to destroy us from within. Instead of keeping our eyes on the real threat, we exhausted ourselves in wasteful, unending battles against the Jews — meanwhile letting the Iranian menace slip out of sight. If we try to look at the positive side of the Iran nuclear agreement, it is just possible that Obama looked at the Sunni Arab states, fractured and at each other’s throats, and at the ruthless terrorist groups gaining ground in the expanding battle zones, and decided that we were too fractious for the U.S. to protect. Sunni states such as Saudi Arabia, Qatar and Turkey have been worsening the situation in the Arab world by funding Sunni terrorist organizations, thereby putting it on a course of complete chaos. Despite Arab wealth and power, we have been dealing almost exclusively with the marginal issue of Palestine and the Jews, to excuse our inability to be effective in giving U.S. President Barack Obama what he really needs: regional stability.
Obama sees Iran and its terrorist organizations, which are all unified, organized and obedient, opposing the Sunni Arabs. Obama may be betting on Iran to bring order to the Middle East.
Imagine if we and our fundamentalist Sunni terrorist organizations had actually focused on stopping the Iranians in Syria, Iraq, Lebanon and Yemen. Imagine if we had abandoned, even momentarily, the dream of the Muslim Brotherhood (what the West calls “political Islam”) ruling the world. Imagine if we had stopped our stupid, useless acts of hatred, and could instead have focused on our common enemy, Iran. Our situation now would be immeasurably better. We would not be deviating from the teachings of Muhammad, because first we have to focus on the near enemy and then on the distant one. Iran is nearer and more dangerous than Europe and the United States, so Iran should have been — and still should be — the first Sunni target. We might have led Obama to adopt a different approach than allowing Iran to acquire a nuclear bomb in ten years or sooner — but we did not, because of our weakness and distraction with marginal “causes.” Thus Obama, from a desire to stabilize the Middle East, seems to be betting on the strong horse, Iran.
The truth, however, may be somewhat different. It is entirely possible that Obama, who won the Nobel Peace Prize, is employing a policy of “divide and conquer.” In the U.S., instead of trying to improve how children in the inner cities are being educated, he has been busy stoking racial and economic conflict. The Arabs are becoming increasingly suspicious that he is a historic “divide and conquer” manipulator. He may deliberately be creating fitna (civil strife) in the Arab world by whipping up conflict with Iran, so that America will one again look like the big power-broker — but at the expense of the Arabs. We Arabs are expert conspiracy theorists, and interpret every political agenda as a hidden plot, but one only has to look at the Obama administration’s fawning support for the Muslim Brotherhood in Turkey and Egypt, and how America supported the fall of Mubarak, and it immediately becomes obvious that the U.S. is trying to manipulate the fate of the Arabs. Anyone following America’s rejection of, and now only reluctant support for, the reformist regime of Egyptian President Abdel Fattah el-Sisi understands that the Americans prefer what they consider “backward Arabs”: those controlled by regressive Islam. That is the reason we see Obama’s policies as backing both the Sunni Muslim Brotherhood and the theocrats in Iran. The ideologies of both the Muslim Brotherhood and Iran’s mullahs would lead to most dangerous and regressive fate of both Sunni and Shiite Muslims around the world, as well as Americans at home — and these are the Muslims most loved by the current American administration. Or maybe, as many of us say here on the street, Obama is just trying to “get even” with the West and bring it to its knees, for being white, “imperialist” and non-Muslim. Obama’s solution? To let Iran have legitimate nuclear bombs in a few years, with the intercontinental ballistic missiles to deliver them to the U.S. — or perhaps from America’s soft underbelly, South America, where Iran has been acquiring uranium and establishing bases for years. Or perhaps launched from submarines off America’s coast, which would make the identity of the attacker unknowable and a response therefore impossible. Incredibly, America’s politicians do not even seem to seem to be concerned about that. Obama really does deserve a Nobel Prize, but it should have been awarded by the Ayatollah Khamenei, the Supreme Leader of Iran, in gratitude for America’s surrender.
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 shaia ONU Islamic Terror: Different Faces, Same Goals ] all jihad, all sharia [ hei Kerry 322 Obama, Rothschild NWO SpA FMI, noi non dovremmo piangere gli ebrei che Hitler ha ucciso, quando sei proprio tu che, tu crei i nazisti country sharia islamic terrorism senza reciprocità e senza diritti umani di: ONU la tua troia GENDER di satana ] ecco perché io non posso piangere gli israeliani che, tu hai fatto uccidere! infatti, Sei tu tutto il nazismo che c'è nella LEGA ARABA! [ The enemy of my enemy is NOT always my friend. Unfortunately, with the Islamic State’s rise to power, the world has been quick to form new friendships with old enemies. Although Islamic extremist regimes such as Iran, Syria and Hamas are fighting ISIS, Western powers must recognize the danger in partnering with such groups who value the idea of Islamic world domination. We cannot remain silent in the face of Islamic extremism. We must tell our leaders to unite with our friends, not with our enemies.
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The Mullahs are Masters of Deception! ] i cimiteri di tutti i popoli che vivevano prima della sharia LEGA ARABA del maledetto profeta Maometto? non possono raccontare più nulla, perché tutte le traccie dei popoli precedenti sono stati cancellate, come in Kosovo, dove dopo avere subito tutti i serbi il genocidio, ben 3000 tra chiese cimiteri e monasteri sono stati distrutti! anche soldati della NATO furono uccisi, ma, per OBAMA non si può tradire la internazionale islamica jihadista nazista, perché sono utili per sterminare Europa, Russia, Cina ed Israele. [ Maryam Rajavi, the president elect of the National Council of Resistance of Iran criticizes the nuclear deal, explaining that the Iranian regime are master liars and CANNOT be trusted. Maryam Rajavi is an Iranian politician and the wife of Massoud Rajavi, founder of the People’s Mujahedin of Iran. She is a fierce opponent of the Iranian regime and this bad nuclear deal.
Rajavi was part of a June 2015 rally in Paris where over 100,000 people called for a regime change and a new, secular, democratic non-nuclear republic in Iran. She is adamant that the current Iranian government cannot be trusted. To her, they are expert liars. Fox Maryam Rajavi 15July2015 Pubblicato il 15 lug 2015. Maryam Rajavi, the president elect of the National Council of Resistance of Iran comments on Iran nuclear deal and that this regime cannot be trusted. Some images of the June 2015 rally in Paris, where over 100,000 attended to call for regime change by the Iranian people and for a secular, democratic non-nuclear republic in Iran.
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questa India goffa, grottesca e criminale, bulla ed abusiva.. di una vicenda oscura e criminale, sottratta rapita in acque internazionali ] di una balistica che non appartiene ai fucilieri italiani, e che lascia intravedere, omicidi di pescatori cattolici innocenti uccisi a sange freddo, una azione azione di pirateri dell'India contro la Italia! [ l'India deve rispondere di molti delitti, ad iniziare dal delitto contro la comunità internazionale. AMBURGO, 10 AGOsto. I Marò "non sono ancora stati incriminati di alcun reato" dalla giustizia indiana, ma l'India dimostra di "disprezzare il giusto processo" ritenendoli già colpevoli, con "un atteggiamento che esemplifica al meglio l'impasse in cui oggi ci troviamo". Così l'ambasciatore Francesco Azzarello nell'aula del Tribunale di Amburgo: i Marò "proclamano la loro innocenza", ma l'India descrive la vicenda come "l'omicidio da parte di due Marine italiani di due pescatori indiani disarmati". Marò: Italia, India disprezza processo. Azzarello in aula,non li ha ancora incriminati ma già condannati
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speriamo che, anche questa volta, l'assassino non sia un islamico sharia nazista LEGA ARABA, ancora una volta ] HELSINKI, 10 AGO - Due persone (un uomo e una donna) sono morte e una è rimasta ferita durante un'aggressione a colpi di coltello in un negozio Ikea a Vasteras, nel centro della Svezia. Lo riferisce la polizia su twitter.
    L'intervento delle forze dell'ordine è stato chiesto nel primo pomeriggio. Quando gli agenti sono arrivati sul posto hanno trovato un morto e due feriti, uno dei quali è poi deceduto più tardi. Un uomo sospettato di essere l'autore dell'aggressione è stato arrestato
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Benjamin Netanyahu] this is no funny [ per essere moderni, alla moda, progressisti, ed evoluti animali Darwin di successo, molti sono invitati da Obama, a vivere senza colpe il loro "libertinaggio sessuale" e da Zapatero a fare sesso con gli animali. MA COME FA QUALCUNO A SAPERE QUALE è il suo animale giusto, oppure, quale potrebbe essere LA sua PERVERSIONE SESSUALE, CHE è PIù ADATTA PER LUI? e se, si gode di più a farsi succhiare il sangue da una vampira? forse da più emozione succhiare le mutande sporche di merda, ecc.., dico io, come si fa a conoscere la migliore perversione, se, prima una povera ragazza ed un povero ragazzo infelice, lui non le prova tutte le centinaia di perversioni? poi, stanno male, vogliono morire, cadono in depressione, sdoppiamento di personalità, si riempiono di demoni, ecc.. e poi, danno la colpa alle mie maledizioni, ed invece le mie maledizioni non sono colpevoli: di nulla! sono loro gli stupidi che cadono in depressione e in crisi di identità: perché Obama ha studiato psicologia sull'altare di satana! ed è in questo modo, che i satanisti massoni Bildenberg, stanno preparando la invasione islamica della nostra società occidentale!


Aereo sparito: forse trovati resti. Australia: 2 oggetti, uno lungo 24 metri, 4 aerei volano su posto.. [ TROVARE L'AEREO NON è MOLTO IMPORTANTE, UNA NAVE, UN SOMMERGIBILE, PUò AVERE TRASPORTATO QUEI RELITTI, FINCHé, NON SI TROVANO TUTTI I CADAVERI? POI, SAPREMO SEMPRE, CHE, SONO STATI GLI USA 666 CIA, 322 NWO. SONO SATANISTI CANNIBALI PER L'ALTARE DI SATANA! GLI USA, HANNO IL CONTROLLO SATELLITARE DEL PIANETA, ECCO PERCHé SI DICE NSA DATAGATE.. QUINDI IL GRANDE FRATELLO CHE è OPERATIVO, RENDE IMPOSSIBILE LA SPARIZIONE DI UN GIUMBO, DAL MOMENTO CHé OGNI PERSONA è MONITORATA, DAI SATELLITI, A MOTIVO DEL SUO CELLULARE ] 20 marzo, Aereo sparito: forse trovati resti. SIDNEY, Due oggetti "eventualmente legati" all'aereo malese scomparso 12 giorni fa sono stati rilevati dai satelliti: lo ha detto il premier australiano Tony Abbott. Uno degli oggetti misura 24 metri, mentre l'altro è più piccolo, ha detto un responsabile dell'Autorità australiana per la sicurezza marittima. Quattro aerei da ricognizione e una nave della Marina australiana si stanno dirigendo sull'area in cui sono stati rilevati gli oggetti.

Crimea sempre stata russa di Vladimir Putin! Il presidente accoglie la penisola nella Federazione nonostante le sanzioni e l'annuncio della sospensione di Mosca dal g8
18 marzo 2014. «La Crimea è sempre stata una parte inscindibile della Russia». Lo ha detto oggi il presidente russo Vladimir Putin intervenendo al Parlamento riunito in sessione congiunta aggiungendo «noi vogliamo un'Ucraina forte stabile pacifica non vogliamo la sua scissione né ci servono altri territori». Il presidente russo durante il discorso al Parlamento. Il leader del Cremlino ha poi ribadito che il referendum di domenica in Crimea si è svolto secondo procedure democratiche e nel rispetto del diritto internazionale citando lo statuto dell'Onu e il precedente del Kosovo ( a cui la secessione ed il genocidio dei cristiani la distruzione di cimiteri monasteri e chiese è stata permessa). Putin ha detto «non vogliamo dividere l'Ucraina non ci serve» e ha sottolineato che quello avvenuto a Kiev è stato un «colpo di Stato»: le attuali autorità non sono legittime ha commentato. Il presidente questa mattina ha firmato con i dirigenti della Crimea e di Sebastopoli, città a statuto speciale, l'accordo per il loro ingresso come nuovi soggetti nella Federazione russa. L'intesa deve essere ratificata con una legge dal Parlamento. Non si è fatta attendere la reazione occidentale. La partecipazione della Russia al g8 è stata sospesa. Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius. «Per quanto riguarda il g8 come gruppo politico per il dialogo congiunto di tutti i grandi Paesi abbiamo deciso di sospendere la partecipazione della Russia ci sarà un incontro di sette Paesi» ha detto Fabius aggiungendo però che l'invito rivolto per il 6 giugno a Putin in occasione delle celebrazioni per il settantesimo anniversario dello sbarco in Normandia rimane in vigore. ( ma io a questa umiliazione non andrei! ) E mentre il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden è oggi a Varsavia per consultazioni sulla crisi (incontrerà il primo ministro polacco Donald Tusk il presidente Bronisław Komorowski oltre al presidente dell'Estonia Toomas Hendrik) il ministero degli Esteri ucraino ha chiesto alla comunità internazionale di non riconoscere la separatista Repubblica di Crimea e l'annessione di questa alla Russia.

Giuseppe il profugo. ( è SIMBOLO DELL'EBREO CHE è IN DIASPORA, MA, COME LUI è TORNATO DOPO LA MORTE DI BUSH E KING SAUDI ARABIA, COSì ANCHE TUTTI GLI EBREI DOPO LA LORO MORTE POTRANNO RITORNARE IN PALESTINA. ) Nel passaggio tra l'antica e la nuova alleanza. 18 marzo 2014. La famiglia di Gesù si inscrive subito nel lungo elenco che giunge fino ai nostri giorni e che comprende i profughi i clandestini i migranti. Infatti quando il bambino Gesù ha pochi mesi Giuseppe è presentato in marcia con lui e con la sposa Maria attraverso il deserto di Giuda per riparare in Egitto lontano dall'incubo del potere sanguinario del re Erode. Sadao Watanabe«Fuga in Egitto» (1982) Betlemme è il punto di partenza del racconto. L'imperatore romano Adriano nel II secolo aveva confermato la presenza di un primo culto cristiano attorno a una grotta venerata dai primi cristiani sconsacrandola con un tempietto dedicato ad Adone. Già nel 220 il grande maestro cristiano Origene di Alessandria d'Egitto giunto in Palestina scriveva: «In Betlemme si mostra la grotta dove secondo i vangeli Gesù è nato e la mangiatoia nella quale avvolto in poveri panni fu deposto. Quello che mi fu mostrato è familiare a tutti gli abitanti della zona. Gli stessi pagani dicono a chiunque li voglia ascoltare che in quella grotta è nato un certo Gesù che i cristiani adorano» (Contro Celso i 51). Qui da secoli i cristiani celebrano con fede e gioia il Natale del Signore: il 25 dicembre i cattolici il 6 gennaio gli ortodossi il 19 gennaio gli armeni; date diverse in ricordo di una data ignota di quell'anno, forse il 6 a. C. (è noto che l'attuale datazione dell'era cristiana quasi certamente è erronea), in cui Gesù è entrato nella nostra storia. Anche in questo egli si rivela povero assente com'è dagli annali e dalle anagrafi imperiali. Su di lui anzi si stende subito l'incubo della repressione. Gesù visto dall'occhiuta polizia segreta erodiana come uno dei tanti piccoli pericoli per il potere ufficiale doveva essere subito liquidato. Inizia così per Gesù la vicenda di profugo. Gianfranco Ravasi

[ TUTTE LE FORZE TERRORISTICHE DEL MONDO APPOGGIATE DAGLI USA 666 ] Maduro sgombera la piazza a Caracas. Ma la protesta continua in altre città venezuelane
18 marzo 2014. E alla fine Nicolas Maduro ha tenuto la sua promessa: il presidente venezuelano aveva avvertito i manifestanti antichavisti che dava loro «qualche ora» per ritirarsi da Piazza Altamira epicentro delle proteste nell'est di Caracas. Centinaia di agenti della Guardia nazionale bolivariana (Gnb) sono ieri arrivati sul posto sgomberando le guarimbas («barricate») e arrestando almeno una decina di persone. Il ministro degli Interni Miguel Rodriguez Torres ha coordinato personalmente l'operazione e ha annunciato la «liberazione e pacificazione» attraverso un tweet corredato da una foto nella quale lo si vede far colazione tranquillamente ad Altamira con la collega per la Comunicazione Delcy Rodríguez anch'essa definitasi contenta che la piazza e i suoi dintorni «siano stati liberati dal governo nazionale». Altri dirigenti del Governo hanno plaudito «l'iniziativa per la pace» lanciata da Maduro mentre i media ufficiali moltiplicavano le interviste a residenti della zona che si congratulavano con le forze dell'ordine per il loro intervento. Accorso sul luogo Ramón Muchacho sindaco oppositore di Chacao, municipio nel cui territorio si trova la piazza, ha precisato di non essere stato avvertito dell'operazione di sicurezza commentando che «un dispiegamento militare di questo tipo significa tutto tranne la normalità: non si può parlare di normalità con soldati ad ogni angolo con più uniformi che abiti civili per la strada».

[ IL PROGETTO DEL SOFFOCAMENTO CONTRO ISRAELE A CUI SONO STATE NEGATE LE CONQUISTE TERRITORIALI, PER LE GUERRE VINTE NEL PASSATO.. LA VITA DI UN EBREO CHE MUORE IN BATTAGLIA, PERCHé AGGREDITO, DAGLI ISLAMICI DEL CALIFFATO SHARIA MONDIALE, PER I SATANISTI FARISEI DEL FMI SPA, NON HA NESSUN VALORE! ] Obama chiede a Israele di accettare i confini del 1967. Nel discorso al dipartimento di Stato sulle crisi in atto nel mondo arabo. 21 maggio 2011. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama riceve oggi a Washington il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'indomani del discorso tenuto al dipartimento di Stato sulle rivolte in atto nel mondo arabo. Obama per la prima volta ha sostenuto che Israele deve tornare ai confini del 1967 definendo tale atto insieme al riconoscimento di Israele da parte di tutte le componenti palestinesi inclusa Hamas «la base di una eventuale pace». Più in generale nel suo discorso Obama ha detto che il futuro del Medio Oriente dipende dalla sua gente. Obama ha specificato che gli Stati Uniti sosterranno le riforme nella regione e le transizioni verso la democrazia ma ha aggiunto che nessuno può imporre cambi di regime dall'esterno. [ SE, LA LEGA ARABA NON RINUNCIA ALLA SHARIA? COME MINIMO TUTTI I PALESTINESI SARANNO DEPORTATI NEL DESERTO EGIZIANO, LI POTRANNO FARE LA LORO PALESTINA, INOLTRE, VERRà DEMOLITA LA CUPOLA DELLA ROCCIA, E CANCELLATA OGNI PRESENZA ISLAMICA IN PALESTINA! ] Obama si è detto intenzionato a tentare di dare impulso al processo di pace tra israeliani e palestinesi considerandolo «più urgente che mai». Il presidente statunitense ha fatto esplicito riferimento a uno Stato palestinese «non militarizzato» sulla base della situazione esistente prima della guerra dei sei giorni appunto nel 1967 con la quale Israele assunse il controllo della penisola del Sinai di Gaza della Cisgiordania di Gerusalemme est e delle alture del Golan. Al tempo stesso Obama ha detto che senza il riconoscimento di Israele la pace non sarà possibile e che i palestinesi non raggiungeranno pace e prosperità «se Hamas insisterà sul cammino del terrore». Ribadendo che l'amicizia statunitense nei confronti di Israele è «incrollabile» Obama ha ammonito i palestinesi che «non realizzeranno mai la loro indipendenza negando a Israele il diritto di esistere».

A Obama come riferiscono le agenzie di stampa sono giunte le prime risposte negative tanto da Netanyahu quanto da Hamas. Mahmoud Zahar uno dei leader dell'organizzazione radicale palestinese ha detto che «Obama ha adottato la posizione di Israele in preparazione della sua campagna elettorale». Da parte sua in un comunicato di risposta al discorso di Obama Netanyahu ha detto che un ritiro di Israele sui confini del 1967 «lascerebbe al di fuori dello Stato grandi centri di popolazione israeliana in Giudea e Samaria» confermando cioè il rifiuto di smantellare le colonie in Cisgiordania e dicendosi intenzionato a ribadire a Obama che per la difesa di Israele è necessaria la presenza delle sue forze armate lungo il fiume Giordano.

Netanyahu afferma poi che «senza una soluzione della questione dei profughi al di fuori dei confini di Israele nessuna rinuncia territoriale porrà fine al conflitto» ribadendo cioè il no al ritorno in territorio israeliano dei profughi del 1948. Inoltre secondo il premier israeliano «i palestinesi devono riconoscere Israele come Stato degli ebrei e un accordo di pace con loro deve includere la fine di ogni altra richiesta a Israele». Infine Netanyahu si è poi detto «deluso dalla decisione dell'Autorità palestinese di adottare Hamas un'organizzazione terroristica che si prefigge la distruzione di Israele».

Affonda la speranza
Morti sette migranti per l'inabissamento del barcone salpato dalle coste turche e diretto in Europa
18 marzo 2014
Migranti tratti in salvo nel Canale di Sicilia (Reuters)

Nuovo dramma dell'immigrazione. Questa notte sette persone sono morte e altre due sono disperse dopo che è affondato un barcone di migranti al largo delle coste dell'isola di Lesbo nel Mar Egeo orientale. Lo ha reso noto la Guardia costiera che ha messo in salvo otto migranti che si trovavano sul barcone partito dalle coste della Turchia e diretto in Europa.

Il natante hanno riferito i sopravvissuti ai soccorritori della Guardia costiera ha cominciato all'improvviso a imbarcare acqua e in breve tempo si è inabissato. Le persone tratte in salvo sono state trasferite nell'ospedale dell'isola di Lesbo.

Intanto altri 596 migranti tra cui 103 donne e 62 minori sono stati soccorsi ieri dalla Marina militare italiana in due diversi interventi a sud di Lampedusa nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum. Le operazioni di soccorso avviate dalla fregata Grecale si sono rese necessarie visto il sovrannumero di persone a bordo dell'imbarcazione: sono terminate nella tarda serata di ieri ha riferito la Marina militare in una nota con il trasbordo sulla fregata di 323 migranti tra cui 38 donne e 54 minori.

Orrore in Nigeria. Abitanti di tre villaggi bruciati e mutilati
17 marzo 2014. La sepoltura delle vittime dei massacri in Nigeria (Afp)

Una carneficina compiuta in piena notte da uomini con armi da fuoco benzina e machete che ha lasciato in terra i cadaveri molti dei quali bruciati e mutilati di oltre cento abitanti di tre villaggi del centro della Nigeria. È un altro sanguinoso raccapricciante capitolo del conflitto che sta drammaticamente segnando lo Stato a popolazione mista cristiana e musulmana di Kaduna. Un conflitto in cui s'intrecciano in particolare rancori sul piano etnico e forti dissidi riguardo al possesso delle terre. Dalle elezioni presidenziali tenutesi nel 2011 che hanno portato all'insediamento di Goodluck Jonathan gli scontri hanno provocato centinaia di morti. I villaggi attaccati sono quelli di Angwan Gata Angwan Sankwai e Chenshyl tutti a maggioranza cristiana situati nel distretto di Kaura nel sud dello Stato.

Il racket delle spose per forza. [ OGNI CRIMINE ISLAMICO DI GENOCIDIO SOTTO EGIDA ONU AMNESTY UE USA! ]] Aumentano in Egitto rapimenti e conversioni all'islam delle giovani cristiane. 14 marzo 2014. Negli ultimi tre anni oltre cinquecento ragazze cristiane sono state rapite in Egitto da uomini musulmani e costrette alla conversione e al matrimonio spesso dopo aver subito violenza. La notizia è stata diffusa nei giorni scorsi dalla fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) che ha rilanciato la denuncia di un'organizzazione egiziana l'Associazione per le vittime di rapimenti e sparizioni forzate (Avaed). Quest'ultima garantisce alle vittime e alle loro famiglie assistenza medica psicologica e legale. In Egitto, si sottolinea nel comunicato dell'Acs, i rapimenti di giovani copte non rappresentano affatto una novità: già durante la presidenza di Anwar el-Sadat (1970-1981) si registrarono diversi episodi ma dopo la caduta di Hosni Mubarak all'inizio del 2011 il numero di casi è aumentato in modo esponenziale. «Prima della rivoluzione sparivano quattro o cinque ragazze al mese, spiega Ebram Louis fondatore dell'Avaed, oggi la media è di quindici». Peraltro è quasi impossibile fornire stime esatte poiché spesso i crimini e gli aggressori non vengono né riferiti né denunciati.


Cattolici mobilitati per la pace e lo sviluppo in Sud Sudan. Il referendum del 9 gennaio e le incognite del futuro. 09 gennaio 2011. All'avvio domenica del referendum per l'indipendenza del Sud Sudan la comunità cristiana è mobilitata per assicurare che la consultazione popolare avvenga in maniera pacifica e trasparente. In particolare una delegazione della Southern African Catholic Bishops' Conference (Sacbc) guidata dal cardinale arcivescovo di Durban Wilfrid Fox Napier, cui fanno parte anche osservatori della All African Conference of Churches, è presente da giorni per monitorare il regolare svolgimento delle votazioni. Il cardinale Napier ha sottolineato ieri che «l'opportunità di testare la volontà popolare è un evento storico in quanto consente a persone comuni che hanno sopportato il peso della guerra civile e l'esclusione dallo sviluppo la possibilità di reclamare la propria dignità». L'importanza dell'evento è stata sottolineata anche in un messaggio del primate della Comunione anglicana l'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams. «La data del 9 gennaio, è scritto, è immensamente importante per il Sudan. La popolazione del Sud Sudan eserciterà il proprio diritto all'autodeterminazione fissato nell'accordo generale di pace siglato sei anni fa». Il primate inoltre si appella affinché «sia assicurato da parte di tutti il sostegno alla popolazione e il referendum possa svolgersi pacificamente con il rispetto pieno dei suoi risultati». L'arcivescovo conclude quindi ribadendo la necessità di supportare il processo democratico in atto nel Paese e invoca le preghiere «per questo importante periodo storico». Nel messaggio Williams accenna anche alla situazione della contesa regione dell'Abyei e al Darfur dove si attende da lungo tempo che la pace tra i gruppi armati e il Governo di Khartoum possa finalmente concretizzarsi.
L'attenzione è comunque incentrata non soltanto sul referendum ma anche sullo scenario che si aprirà in futuro al di là dei risultati che scaturiranno dalle urne. Una «tre giorni» di dibattito si è svolta a Khartoum. L'iniziativa è stata promossa dal Sudan Council of Churches in collaborazione con il Sudan Ecumenical Forum. Al dibattito hanno preso parte parte oltre cento rappresentanti di comunità cristiane. Il forum è spiegato ha inteso contribuire «a delineare la situazione delle comunità religiose in vista del dopo referendum». Si tratta è aggiunto «di evidenziare e analizzare le difficoltà che potrebbero scaturire e di individuare le soluzioni per affrontarle».

Sulla questione dei profughi è intervenuto invece il vescovo cattolico di El Obeid Macram Max Gassis: «Passata l'euforia dell'indipendenza si dovranno poi fare i conti con la dura realtà delle migliaia di profughi che dal Nord si sono spostati nel Sud e che non hanno nulla». E ha aggiunto: «Se si pensa che nella sola area di Khartoum vi sono circa quattro milioni di sudanesi che potrebbero tornare in Sud Sudan si comprende che siamo di fronte a una potenziale tragedia umanitaria».

In un comunicato, reso noto dalla Fides, è scritto che «la Southern African Catholic Bishop's Conference è stata fortemente solidale con il popolo del Sud Sudan fin dal 1994». Questa attenzione si specifica si è manifestata inizialmente con la costituzione del «Sudan Desk» nell'ambito del dipartimento di Giustizia e Pace presso la segreteria della Sacbc e in con la formazione del «Denis Hurley Peace Institute» un organismo associato all'episcopato che svolge un intenso lavoro per promuovere la pace in Sudan. Nel solo 2010 si sono svolte sei visite di solidarietà dei vescovi in Sudan.

Nuovi orizzonti libici. In fiamme a Tripoli gli edifici governativi mentre Bengasi sarebbe in mano ai ribelli. TUTTO IL DELIRIO ISLAMICO SOTTO EGIDA ONU USA UE BILDENBERG, PER ROVINARE IL GENERE UMANO. 22 febbraio 2011
Si rincorrono voci su una fuga di Muammar Gheddafi e di un colpo di Stato militare
Non si placa la rivolta in Libia nonostante la sanguinosa repressione messa in atto dal regime guidato da Muammar Gheddafi. Fonti diverse ma concordi parlano ormai di oltre trecento le vittime dall'inizio delle proteste una settimana fa e lo scenario è ormai quello di una guerra civile. La rivolta ha investito anche la capitale Tripoli dove nei giorni scorsi c'erano state manifestazioni filogovernative ma dove da ieri sono in atto scontri di piazza e questa mattina sono segnalati in fiamme edifici pubblici compresi il palazzo del Governo e la sede del Parlamento. Secondo l'emittente televisiva satellitare al Jazeera che cita fonti mediche in città solo oggi si sono contati oltre sessanta morti. Al Jazeera aggiunge che anche le forze dell'ordine si sono date a saccheggi di uffici e banche e che tutte la zona meridionale Jebal Nafusa è i mano ai ribelli.
Anche Bengasi sembra ormai nelle mani degli oppositori ai quali si sono uniti anche reparti militari dopo che ieri altre truppe avevano aperto il fuoco contro i manifestanti prima di essere costrette a lasciare la città. Sempre a Bengasi ma anche a Tripoli e in altre città c'è preoccupazione che la rivolta possa essere infiltrata da gruppi di matrice fondamentalista islamica già protagonisti in passato di violenze contro le minoranze cristiane. In città sono rimaste numerose religiose decise a continuare la loro opera di assistenza mentre viene segnalato che numerosi immigrati filippini hanno cercato rifugio nelle chiese.
Si rincorrono voci su una fuga di Muammar Gheddafi e di un possibile colpo di Stato militare. Il figlio dello stesso leader libico Seif al Islam ha smentito la circostanza dichiarando ieri sera, in un discorso televisivo di quaranta minuti durante il quale si erano udite diverse sparatorie in città, che il padre «sta guidando la lotta a Tripoli e vinceremo». Il figlio di Gheddafi ha altresì parlato di complotto esterno proponendo la convocazione di un'assemblea generale del popolo per fare insieme le riforme. Secondo Seif al Islam, che alcune fonti danno in contatto con esponenti dell'opposizione nel tentativo di avviare un dialogo, la Libia è vittima appunto di un complotto internazionale corre il rischio di una guerra civile di essere divisa in diversi emirati islamici di perdere il petrolio che assicura unità e benessere al Paese di tornare preda del colonialismo occidentale. Nei giorni scorsi il Governo di Tripoli aveva comunicato all'ambasciatore d'Ungheria Paese che ha la presidenza di turno dell'Unione europea che se questa non avesse smesso di appoggiare le rivolte popolari in Africa settentrionale la Libia avrebbe interrotto la cooperazione in materia di controllo dei flussi migratori.

L'alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea Catherine Ashton ha ribadito ieri che condanna la repressione contro i dimostranti pacifici e deplora la violenza e la morte di civili. In una dichiarazione diffusa dall'ufficio di Ashton si invitano le autorità libiche «a esercitare la moderazione e la calma e ad astenersi immediatamente dall'ulteriore uso della violenza contro dimostranti pacifici. La libertà di espressione e il diritto di riunirsi come stabilito dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici sono diritti umani e libertà di ogni essere umano e devono essere rispettati e protetti». La dichiarazione aggiunge che «le legittime aspirazioni e le richieste riformiste della popolazione devono essere prese in considerazione attraverso un dialogo aperto e significativo. L'Unione europea si aspetta inoltre la piena collaborazione da parte delle autorità nella protezione dei cittadini europei». Ulteriori prese di posizione europee sono attese dal Consiglio dei ministri degli Esteri riunito oggi a Bruxelles. Anche l'amministrazione statunitense segue con preoccupazione l'evolversi della situazione in Libia e chiede ufficialmente che sia posta fine «a ogni violenza contro i manifestanti pacifici» come ha dichiarato il portavoce del dipartimento di Stato Philip Crowley. L'accelerazione degli avvenimenti minaccia comunque di cambiare la situazione nel giro di poche ore. Seif al Islam ha ribadito che «l'esercito ora ha il compito di riportare l'ordine con ogni mezzo». E ha aggiunto che «non è l'esercito egiziano o tunisino. Distruggeremo la sedizione e non cederemo un pollice del territorio libico». Anche in Marocco si segnalano disordini costati ieri la vita a cinque persone nella città di Al Hoceima.

Dalle rivolte arabe alla guerra in Mali. La crisi coinvolge tutti i Paesi del Sahel. TUTTO IL DELIRIO ISLAMICO SOTTO EGIDA ONU USA UE BILDENBERG, PER ROVINARE IL GENERE UMANO. 20 aprile 2012. La crisi in atto nel Mali è una delle prove più evidenti degli irrisolti problemi non solo del Paese ma dell'intera area dal Sahel. In questa luce si possono leggere infatti sia l'insurrezione nel nord dei tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell'Azawad (Mnla) incominciata il 17 gennaio sia la pressochè contemporanea concentrazione in quell'area di gruppi legati alla galassia del terrorismo internazionale di matrice fondamentalista islamica. L'insurrezione dell'Mnla che mira all'indipendenza delle regioni a popolazione tuareg ha avuto una tempistica in qualche modo legata alle crisi nordafricane del 2011.
Da un punto di vista militare in particolare è stato determinante il rientro in patria di miliziani tuareg pesantemente armati che avevano fatto parte delle forze di Gheddafi sconfitte dagli insorti libici appoggiati dalla Nato.
L'accresciuta porosità delle frontiere libiche e non solo seguita alle rivolte del 2011 nel Maghreb ha favorito anche gli spostamenti dei gruppi islamisti che in Mali sembrano intenzionati a riprodurre la situazione in Somalia dove combattenti non somali aderiscono da anni alle milizie di al Shabaab che guidano l'insurrezione contro il Governo del presidente Sharif Ahmed. Non a caso nel nord del Mali è segnalata la presenza di gruppi stranieri a partire da Al Qaeda per il Maghreb islamico e dal nigeriano Boko Haram. Un'implicita riprova di tale concentrazione è stata fornita il 17 aprile anche dalla liberazione alla frontiera tra Mali e Burkina Faso della turista italiana Maria Sandra Mariani rapita dall'Aqmi il 2 febbraio 2011 nel sud dell'Algeria.
Meno evidenti anche se non mancano commentatori che li ipotizzano sembrerebbero eventuali collegamenti con la situazione internazionale per quanto riguarda il colpo di Stato messo in atto il 22 marzo nella capitale Bamako da reparti militari che hanno rovesciato il presidente Amadou Toumani Touré ma che poi hanno accettato di avviare una transizione. Determinante è stata la pressione della Comunità economica dei Paesi dell'Africa occidentale (Ecowas) che avevano imposto sanzioni ai golpisti e minacciato un intervento armato.
Anche in questo caso peraltro la situazione resta fluida e incerta. Nonostante il consenso raggiunto tra civili e militari riuniti a Ouagadougou in Burkina Faso con i mediatori dell'Ecowas sul futuro politico e istituzionale del Mali non c'è ancora chiarezza. A cominciare dalla scelta del primo ministro di transizione. L'incarico è andato a Modibo Diarra presidente di Microsoft Africa che è stato nominato dal capo di Stato ad interim Diacoumba Traoré (l'ex presidente del Parlamento che aveva prestato giuramento il 12 aprile dopo l'intesa sottoscritta con l'Ecowas la settimana prima) ma è stato indicato dai militari golpisti guidati dal capitano Amadou Haya Sanogo.
La soluzione era prospettata nella dichiarazione conclusiva dell'incontro a Ouagadougou è considerata però da molti osservatori incompleta e frutto di un compromesso al ribasso. Questo anche perché la durata della transizione non viene precisata ma «sarà determinata dalla concertazione regionale tenendo conto del ripristino dell'integrità territoriale e della valutazione tecnica del processo elettorale».
In altre parole la transizione fino a elezioni generali in sostituzione di quelle inizialmente previste per il 29 aprile o sarà vincolata alla risoluzione della crisi del nord. Il che ad alcuni sembra una sorta di attenuante data dall'Ecowas al colpo di Stato militare che era stato giustificato proprio con l'incapacità del precedente Governo di fronteggiare l'insurrezione che in poche settimane aveva assunto il controllo del nord del Paese.

La clausola che tutti i membri della giunta militare e tutti gli esponenti del futuro Governo di transizione dalla candidatura alle prossime presidenziali potrebbe comunque essere ritenuta una garanzia per quanti temono che la posizione troppo morbida dell'Ecowas finisca per favorire un ritorno al potere dei militari.

La dichiarazione di Ouagadougou sollecita l'intera comunità internazionale a fornire un'assistenza umanitaria urgente alle popolazioni delle regioni settentrionali e a coinvolgersi per aiutare il Mali a ripristinare l'integrità territoriale. Ai gruppi armati che hanno preso il controllo dei tre principali centri (Gao Kidal e Timbuctu) viene chiesto di far cessare immediatamente ogni violenza.

Sui ribelli dell'Mnla e sui gruppi islamici pesa la minaccia di intervento armato dell'Ecowas tuttavia piccoli passi in avanti sulla strada del dialogo per scongiurare il ricorso alle armi sono stati compiuti negli ultimi giorni. A Nouakchott la capitale della Mauritania c'è stato un incontro tra una delegazione delle autorità di transizione di Bamako guidata da Tiébilé Dramé e una dell'Mnla. Le forze politiche maliane avevano chiesto al presidente mauritano Mohamed Ould Abdel Aziz contrario a un intervento militare e a quello del Burkina Faso Blaise Compaoré di attivarsi per «aprire quanto prima negoziati tra ribelli tuareg e islamici e le autorità di transizione».

Anche il movimento islamico maliano di Ansar Eddine si è detto disposto a dialogare con le autorità di Bamako. Ma le posizione dell'Mnla e quelle dei gruppi islamici compreso Ansar Eddine che è formato da tuareg restano distanti e tali da poter rallentare o persino bloccare i tentativi di dialogo. L'Mnla ha ribadito che negozierà «l'indipendenza dell'Azawad» (proponendo un assetto federale) solo «se la comunità internazionale accetta di portarsi garante» dell'applicazione futura di un eventuale accordo.

Gli islamici di Ansar Eddine invece sono contrari a dividere il Mali e soprattutto «respingono ogni mediazione occidentale nel dialogo intermaliano». Preferiscono seguire il canale dell'alto consiglio islamico del Mali che raggruppa tutte le associazioni musulmane nazionali. Proprio a tale organismo il gruppo ha consegnato quasi duecento militari liberati dopo essere stati fatti prigionieri nei combattimenti delle scorse settimane.

L'Africa dei pirati. Sempre più insicure le coste del continente. OVVIAMENTE, PER LA PIRATERIA CONCESSA DA USA 666. ALLA LEGA ARABA E L'INDIA (SUCCESSIVAMENTE) PER DIFENDERSI DALLA PIRATERIA CHE HA DOVUTO SUBIRE, SONO ATTIVAMENTE COINVOTE IN QUESTO TURPE COMMERCIO!
MA, ISLAMICI HANNO UNA ANTICA E GENETICA VOCAZIONE CON LA PIRATERIA!
04 ottobre 2011. La sfida della pirateria è una delle emergenze africane persistenti e anzi in crescita continua nonostante il dispiegamento di imponenti operazioni navali internazionali soprattutto nelle acque al largo della Somalia e nell'Oceano Indiano lungo cruciali rotte per le merci orientali verso l'Europa e verso il continente americano. A queste incominciano ad aggiungersi iniziative degli stessi Paesi africani. Se sul fronte del Corno d'Africa soprattutto in Somalia i Governi locali mostrano scarse capacità d'intervento qualcosa incomincia a muoversi invece sulla costa atlantica del continente dove la sicurezza della navigazione commerciale rischia di essere compromessa dall'azione dei pirati secondo quanto emerge dai rapporti dell'International Maritime Bureau.

La scorsa settimana per esempio hanno preso il mare dal porto di Cotonou la principale città del Benin le prime pattuglie congiunte di militari beninesi e nigeriani che a bordo di una flottiglia di sette imbarcazioni hanno incominciato a controllare il tratto di coste che si affacciano sul golfo di Guinea sempre più bersagliato dai pirati. L'iniziativa chiamata Operazione prosperità durerà per sei mesi durante i quali la marina militare del Benin dovrà organizzarsi per provvedere direttamente alla sorveglianza della sua stretta fascia costiera.

Il ministro degli Esteri del Benin Nassirou Bako Arifari in un intervento all'Assemblea generale dell'Onu ha denunciato «la nuova minaccia della pirateria marittima che con violenza ha colpito le nostre coste e le acque del Golfo di Guinea» parlandone come di una «vera piaga per la regione assieme al traffico di droga e falsi medicinali». Anche il presidente Thomas Boni Yayi ha più volte espresso timori per danni diretti all'economia beninese e per il rischio che il porto di Cotonou dal quale dipende il 90 per cento degli scambi commerciali con l'estero venga boicottato in caso di insicurezza marittima. Il Governo del Benin ha annunciato anche la prossima creazione di un centro di sorveglianza radar a Grand-Popo la località sudoccidentale al confine con il Togo per completare il dispositivo già operativo a Cotonou ma che controlla solo il tratto di costa confinante ad est con la Nigeria.
Quest'ultimo Paese primo produttore africano di petrolio vede da tempo le navi che trasportano greggio prese d'assalto dai pirati mentre dall'inizio dell'anno ben 19 attacchi sono stati sferrati a largo del Benin. Obiettivo del pattugliamento congiunto secondo il capo di stato maggiore delle forze navali beninesi Maxime Ahoyo è «bloccare ogni tentativo d'assalto delle navi» che spesso trasportano petrolio e carburante.
Se il fenomeno della pirateria almeno su vasta scala è relativamente recente nel Golfo di Guinea ben diversa è la situazione in Somalia e negli altri Paesi del Corno d'Africa dove gli assalti alle navi si sono moltiplicati in questi ultimi anni creando un giro di affari di milioni di dollari. La moderna pirateria su vasta scala comunque in Somalia ha almeno un ventennio. Negli anni 90 infatti il crollo della dittatura di Siad Barre e la scomparsa di ogni autorità statale in Somalia resero le acque del Paese una sorta di zona franca per tutti. I grandi pescherecci industriali, soprattutto giapponesi e sudcoreani ma anche occidentali, approfittarono della situazione e penetrarono impunemente nelle acque territoriali somale saccheggiandole e riducendo alla miseria i piccoli pescatori locali. Questi incominciarono così ad attaccare le navi straniere esigendo una specie di tassa che compensasse il loro mancato guadagno. A questo si aggiunse presto lo scarico di rifiuti tossici nelle acque e sulle coste somale approfittando dell'assenza di controlli e della complicità di clan locali e di gruppi armati. Alla fine questi comportamenti hanno avuto un salto di qualità e la pirateria da principio artigianale si è trasformata in un esercito ben armato e dotato di imbarcazioni velocissime. All'inizio le corti islamiche avevano cercato di opporsi nelle aree da loro controllate ma diverse fonti locali concordano nel riferire che ormai le milizie radicali islamiche si sono di fatto alleate con i clan somali che controllerebbero direttamente alcuni nuclei di pirati.

Nel 2008 il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha autorizzato le navi militari straniere ad intervenire. Al largo della Somalia incrociano da allora flotte che vedono impegnati i Paesi dell'Unione europea e della Nato ma anche Cina India e altri Stati che cercano di non far diventare la pirateria ancora più allarmante. Il risultato è finora tutt'altro che rilevante. L'Onu ha recensito 171 attacchi nel solo primo semestre del 2011 e nelle mani dei pirati ci sono tuttora una cinquantina di navi e oltre 500 ostaggi in massima parte marinai filippini thailandesi e pakistani che costituiscono la parte più rilevante dei lavoratori del mare una categoria tra le più esposte ai pericoli che accompagnano la globalizzazione dei commerci lungo i collegamenti vitali dell'economia mondiale.

La Somalia dei rifugiati. In drammatiche condizioni centocinquantamila persone nel campo di Adollo Ado nel sud dell'Etiopia. 29 aprile 2012. Varata dall'Unione africana una nuova strategia per fronteggiare le milizie di al Shabaab ISLAMICHE. Il popolo somalo è sempre più formato in parte rilevante da profughi. I rifugiati nel campo di Adollo Ado nel sud dell'Etiopia sono ormai oltre 150.000 secondo quanto riferito dall'alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr). «Quest'anno sono giunti 8.500 rifugiati. I nuovi arrivati dicono di temere le condizioni di insicurezza della Somalia altri dichiarano di aver paura del reclutamento e della coscrizione forzata da parte del gruppo ribelle di al Shabaab» ha detto ieri il portavoce dell'Unhcr Adrian Edwards specificando che ad Adollo Ado ogni settimana continuano ad arrivare centinaia di persone. Edwards ha poi riferito che le condizioni di vita nei campi in Etiopia e in Kenya (dove nella sola Dadaab ci sono oltre mezzo milione di somali la più alta concentrazione di rifugiati al mondo) sono molto peggiorate negli ultimi giorni a causa delle forti piogge che hanno provocato allagamenti e danneggiato centinaia di rifugi e strade oltre ad aver ostacolato l'assistenza ai rifugiati da parte delle agenzie umanitarie. Nel frattempo in territorio somalo si annuncia una nuova strategia dell'Amisom la missione dell'Unione africana nella quale di recente sono state integrate le forze kenyane che nei mesi scorsi avevano avviato una propria operazione militare. Dopo un vertice dell'Unione africana ad Addis Abeba l'inviato speciale dell'Onu in Somalia Augustine Mahiga ha precisato che i contingenti dell'Amisom presenti nella capitale Mogadiscio spingeranno i miliziani di al Shabaab verso sud mentre le truppe kenyane attaccheranno la parte meridionale. Mahiga ha espresso comunque stupore per la capacità militare dei ribelli e delle armi sofisticate di cui sono in possesso. Onu e Unione africana hanno anche elaborato una tabella di marcia politica che prevede la formazione di un nuovo Governo ed elezioni libere entro agosto. Secondo Mahiga «la prospettiva di pace in Somalia non è mai stata così reale».

Obama rivede gli aiuti al Cairo, perché lui è il sostenitore dello Jihadismo internazionale: QUESTA è LA AGENDA PER SOFFOCARE ISRAELE E RENDERE INEVITABILE LA GUERRA MONDIALE! La decisione presa all'indomani dei sanguinosi scontri che hanno segnato l'Egitto
12 luglio 2013. I sostenitori di Mursi annunciano una nuova manifestazione di protesta
Mentre la tensione nelle strade egiziane si fa sempre più alta con i sostenitori di Mursi che annunciano una grande manifestazione per domani venerdì gli Stati Uniti annunciano che rivedranno il loro sostegno economico al Cairo. Si fa dunque sempre più complessa la partita in Egitto con il premier nominato El Beblawi che sta cercando faticosamente di mettere in piedi un nuovo Governo. Il presidente statunitense Barack Obama ha ordinato una rivalutazione dei programmi d'aiuto americani per il Governo egiziano. «Considerati gli eventi della settimana scorsa il presidente invita i dipartimenti e le agenzie interessate a rivalutare la nostra assistenza al Governo egiziano» recita il comunicato del Pentagono. Il documento non cita esplicitamente la destituzione del presidente democraticamente eletto Mohamed Mursi da parte dell'esercito. La Casa Bianca valuta con attenzione la situazione ma per il momento, riferiscono fonti dell'Amministrazione citate dai media, non verrà interrotta la prevista fornitura all'Egitto di quattro aerei F-16. Tale fornitura fa parte di un accordo più ampio che include la consegna di venti di questi aerei da combattimento otto dei quali sono già arrivati in Egitto lo scorso gennaio.

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In Siria le violenze non conoscono tregua
22 febbraio 2012
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Non conoscono tregua le violenze in Siria. Sono almeno dieci le persone uccise oggi a Homs nel quartiere di Bab Amro di nuovo sotto il fuoco intenso dell'artiglieria governativa. Lo riferiscono gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale che per il momento non sono in grado di fornire l'identità delle vittime. Le fonti affermano che tra le vittime ci sarebbero anche dei bambini ma non si conosce ancora l'esatto numero degli uccisi.

Nel frattempo la Russia ha annunciato che non parteciperà alla riunione del gruppo di contatto «Friends of Syria» in programma venerdì a Tunisi. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri di Mosca. «Ufficialmente non siamo stati informati su chi prenderà parte alla conferenza né sull'agenda» ha detto il portavoce. «E soprattutto non è chiaro quale sia il vero obiettivo di questa iniziativa» ha aggiunto. Secondo Mosca l'invito a partecipare all'incontro di Tunisi è stato esteso solo ad alcune parti dell'opposizione ma non ai rappresentanti del Governo siriano. «Sorgono interrogativi sul documento finale dell'incontro» ha aggiunto il portavoce. «Riteniamo sia impossibile per noi partecipare al summit». Il Cremlino ha intanto proposto al Consiglio di sicurezza Onu di inviare un proprio rappresentante in Siria per concordare la sicurezza e la consegna degli aiuti umanitari.Risultati della ricerca
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Dal Benin la strada della fraternità nella giustizia. Nel pomeriggio di domenica 20 novembre Benedetto XVI ha lasciato il Benin. All'aeroporto internazionale di Cotonou è stato salutato dal presidente della Repubblica Thomas Boni ... Quaranta anni di collaborazione
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Donne cattoliche nell'Africa di oggi, Nelle settimane scorse si è tenuto a Cotonou in Benin il decimo seminario internazionale delle donne cattoliche organizzato dalla comunità «Mère du Divin Amour». Erano ... Fratellanza e giustizia per l'equilibrio sociale
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Il viaggio di un missionario
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La mano tesa. Resterà questo viaggio di Benedetto XVI in Benin. E a lungo rimarranno le immagini e le parole del ritorno in Africa del Papa venuto nel ...
Per portare speranza nelle periferie del mondo
Tre nuovi arcivescovi saranno ora «inviati come rappresentanti del Papa per seguire la vita della Chiesa in Colombia Papua Nuova Guinea e Benin mantenendo cordiali ...
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Perché il prete dà fastidio alla cultura mafiosa anticristiana
La violenza l'odio il sopruso possono uccidere il corpo ma non l'anima. Il martirio di don Giuseppe Puglisi prete palermitano ucciso nel 1993 ma anche ...
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Migliorano le condizioni dei cattolici a Sumatra
Non c'è tensione interreligiosa nel Nord dell'isola di Sumatra in Indonesia dopo i recenti episodi di violenza contro due aule di culto protestanti: «Si tratta ...
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Risposte coordinate in Iraq contro il terrorismo anticristiano
«La maggioranza dei musulmani in Iraq non è contro i cristiani. E i cristiani non vivono in ghetti ma assieme ai musulmani. Il vero nemico ...
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Nelle strade di Bangui [TUTTO IL DELIRIO ISLAMICO SOTTO EGIDA ONU USA UE BILDENBERG, PER ROVINARE IL GENERE UMANO. ] decine di corpi di persone uccise. Appello dei leader cattolici e musulmani della Repubblica Centroafricana per il dispiegamento di una forza delle Nazioni Unite. 27 dicembre 2013
Gli operatori della Croce Rossa hanno recuperato ieri almeno 44 cadaveri dalle strade di Bangui la capitale della Repubblica Centroafricana teatro anche nel giorno di Natale di feroci scontri.
Un appello alle Nazioni Unite a dispiegare «in tutta urgenza» un'adeguata forza di interposizione è stato rivolto congiuntamente dall'arcivescovo di Bangui Dieudonné Nzapalainga arcivescovo di Bangui e dall'imam della capitale centroafricana Omar Kobine Layama. La Repubblica Centroafricana «resta sull'orlo di una guerra con connotati religiosi e noi temiamo che in mancanza di una risposta internazionale più decisa il nostro Paese sia condannato alle tenebre» scrivono si due leader religiosi.
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Missione a New York per la pace in Centrafrica
L'arcivescovo di Bangui monsignor Dieudonné Nzapalainga e l'imam Omar Kobine Layama presidente della Comunità islamica hanno avviato una missione a New York per convincere le ...
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L'islam è una religione «di amore e di tolleranza»: lo hanno voluto ribadire una trentina di imam riunitisi lunedì sera al Memoriale della Shoah a ...
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Granate dei soldati ciadiani sulla folla a Bangui
Si fa sempre più critica la situazione a Bangui la capitale della Repubblica Centroafricana. Per arginare le violenze delle milizie locali contrapposte sono state dispiegate ...

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Il lavoro sorgente di dignità
Il lavoro non deve mancare. È «sorgente di dignità». Dunque deve essere la «preoccupazione centrale di tutti» soprattutto delle «competenti istanze» far sì che non ...
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I quasi cinque milioni e mezzo di visitatori dei Musei Vaticani nell'anno 2013 (5.459.000 per l'esattezza) sono una notizia allo stesso tempo felice e preoccupante Felice ...
Così nacque lo stereotipo dell'ebreo errante
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Nel ripostiglio di Guccini
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Chi era veramente Giacomo Matteotti
Lo studioso che s'impegni nella ricostruzione della vicenda umana e politica di Giacomo Matteotti corre quasi inevitabilmente un rischio: che l'ammirazione e la simpatia che ...
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Grazie per l'email.
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Cordiali saluti,
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ma, io voglio indietro il mio blog!
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